La scelta
E così sono partita.
Una casa, un lavoro, una macchina.
Una parola calda e famigliare dal grembo lontano.
Uno e più affari sospesi che repentini e maleducati degustano fegato e milza.
E poi lui. Il Grande Sogno considerato, amato, troppo sogno e inseguimento.
E il primo bus diretto alla stazione.
Il primo passeggio pomeridiano sotto il porticato che sventra la città da lato a lato.
Nuove luci della città Nuove luci sul viso. Una sconnessione di pensieri.
Davanti allo specchio nell’ingresso arredato poveramente, ingresso rimediato, si trova la differenza. Il volto implorante di ascolto, ha lasciato il passo alla faccia più sfacciata che possiedo e non sapevo.
E quella faccia è il peso. Quella faccia è il bilancino che ostinatamente oscilla tra scelta e scelta. Scelta e scelta.
Ogni notte, quando la città si addormenta, il peso quieta il suo moto.
Ogni notte la stessa scelta.
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