La scelta

 

E così sono partita.

Una casa,
un lavoro,
una macchina.

Una parola calda e famigliare
dal grembo lontano.

Uno e più affari sospesi
che repentini
e maleducati
degustano fegato e milza.

E poi lui.
Il Grande Sogno
considerato,
amato,
troppo sogno
e inseguimento.

E il primo bus diretto alla stazione.

Il primo passeggio pomeridiano
sotto il porticato che sventra la città
da lato a lato.

Nuove luci della città
Nuove luci sul viso.
Una sconnessione di pensieri.

Davanti allo specchio
nell’ingresso arredato poveramente,
ingresso rimediato,
si trova la differenza.
Il volto
implorante di ascolto,
ha lasciato il passo
alla faccia più sfacciata
che possiedo
e non sapevo.

E quella faccia è il peso.
Quella faccia è il bilancino
che ostinatamente
oscilla
tra scelta e scelta.
Scelta e scelta.

Ogni notte,
quando la città si addormenta,
il peso quieta il suo moto.

Ogni notte
la stessa scelta.


.script Daniele Balducci