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Alcune mattine è faticoso cominciare la giornata.
I pensieri sono talmente tanti ed ammucchiati che sarebbe meglio lasciarli, lì, nel sonno a prendere vita come marionette di pezza. Buffi cloni di ciò che avverrà, o forse no. Forse sono solo manifestazioni dei nostri segreti, della nostra paura di vivere, di ciò che vogliamo e non possiamo. Quasi tutto.
Alcune mattine è faticoso.
Vorremmo fermare il tempo… come spegniamo la sveglia. O facciamo un’applauso.
Perché alcune mattine è faticoso. Ed in quelle maledette mattine l’istinto di sopravvivenza si risveglia, saluta un po’ assonnato e ti accompagna per la città nuova e vecchia, conosciuta e mai vista. In inverno o in primavera.
Alcune mattine è faticoso.
Ed ancor peggio quando “alcune” diventa “tutte”! Tutte le mattine. La vita è così. E passare il tempo a sperare lo sia meno è inutile. E’ sprecare il tempo stesso. L’unico, il solo che abbiamo.
Allora quando “alcune mattine è faticoso” è meglio aprire gli occhi. Alzarli svelti svelti al cielo e chiedere un raggio di sole per seguirne la scia. Per stare al caldo in un abbraccio.
E se ognuno in quelle mattine facesso lo stesso, ci sarebbe un grande corteo, una lungo fascio di luci e persone. Allora forse la fatica potrebbe chiamarsi semplicemente vita.
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